Cicerale

Percorrendo l’antica via Poseidonia, che da Paestum si snoda attraverso il Cilento, si giunge a Cicerale, borgo d’origine medievale che insiste sul corso del fiume Alento. 

Villa Marinella nasce qui, nella frazione di Monte, su un promontorio, la bellissima Santa Maria,  da cui è possibile ammirare le colline e il mare cilentano, l’isola di Capri, il Golfo e tutta la Costiera Amalfitana. 


La storia

Monte è uno dei tre villaggi storici a cui è legata la nascita di Cicerale. 

Luculo, Monte e Corbella sono i tre insediamenti che hanno dato vita al paese e che hanno avuto origine in seguito alla fuga dalle zone costiere, rese pericolose dall’imperversare delle incursioni saracene.


Luculo, così detto per la natura boscosa del luogo, nacque nell’agro ciceralese intorno all’882 lungo il percorso dei commerci che avvenivano tra entroterra e costa. 


Monte, invece, sorse in prossimità dell’attuale monte San Leo, proprio accanto alla zona in cui sorge Villa Marinella, probabilmente per il richiamo esercitato dalla presenza di un Eremo di monaci Basiliani.


Infine, Corbella sorta tra il 1144-1148 in località Bocca di Fava.

La tradizione popolana vuole che gli abitanti del villaggio, tornando 

una sera dai campi scorsero il loro villaggio in fiamme e decisero di fermarsi dove al  mattino avevano seminato i ceci.  

Da qui l’origine del toponimo Cicerale e successivamente il motto che campeggia nello stemma comunale: Terra quae cicera alit, “Terra che nutre i ceci”.


La prima notizia del borgo di Cicerale si ritrova in un documento del 1461, anno in cui Ferdinando I d'Aragona sottrasse il feudo alla famiglia Capano per concederlo ai Sanseverino, nobile casata di origine normanna.

Il piccolo centro fortificato subì le asprezze sia della guerra del Vespro sia della congiura dei Baroni: ancora oggi si possono vedere i ruderi del castello situato in vetta al Monte Battaglia, lungo il versante del Monte Sant’Andrea, a nord di Cicerale.


La posizione strategica del borgo Ciceralensis, di diretto controllo sulla viabilità tra la piana di Paestum e quella di Velia, ne consentì la sopravvivenza attraverso i secoli, nonostante i cambi di feudatari. I Sanseverino affidarono il borgo ai Gentilcore; nel 1636 esso passò ai Carafa, in seguito al ramo dei Carafa-Primicile che lo mantennero fino al 1806, data di abolizione della feudalità. 


Luoghi e itinerari

I borghi testimoniano la loro storia in ogni angolo: dai segni delle civiltà classiche agli antichi eremi bizantini e benedettini, dalle aspre fortezze longobarde alle austere torri normanne.

E poi lo splendido paesaggio accompagnato da un panorama sublime, che guarda il mare e le colline cilentane, il golfo e la costiera fino all'isola di Capri.

E poi ancora, le sorgenti come la fontana delle “nocelle” e quella del "craunaro",  l'incontaminata macchia mediterranea, la diga Alento con tutte le sue attività naturalistiche, il monte S. Leo, il cosiddetto “punto panoramico” attrezzato per pic-nic e da cui si snodano bellissimi e suggestivi sentieri tra gli alberi e la meravigliosa natura della nostra terra.

Tanti ingredienti, per cui, diventa indispensabile vivere almeno per una volta questi incantevoli borghi.

 

I viaggi sono i viaggiatori. (Fernando Pessoa)

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